Disciplina Invisibile: Il Cacciatore di Luce

Vi Domanderanno come si attraversa la vita.
Rispondete: si attraversa come un abisso su una corda tesa — In Bellezza, con cautela e agilmente.

Appello Agni Yoga (Foglie del Giardino di Morya I)

Questo primo articolo inaugura l’avvio di questa impellente iniziativa che io non so dirti esattamente il perché, a livello logico e razionale. L’unica cosa che mi sento di dire è che non può essere altrimenti. Ora, mentre scrivo, sento letteralmente il Fuoco che sgorga nel mio petto.

Chi è un Cacciatore di Luce?

È un eterno insoddisfatto, ma non un’insoddisfazione come conosciamo noi e come ci è stata raccontata dalla letteratura occidentale. È uno stato interiore di spinta verso lo sconosciuto, verso terre di esperienze inesplorate. Chi ha già iniziato a fare qualsiasi percorso interiore, qualsiasi esso sia, si è reso conto, o almeno me lo auguro, che niente e nessuno all’esterno può soddisfare questo anelito interiore che ci spinge a un perfezionamento Sovramundano.

La seconda caratteristica è qualcuno che applica e esperimenta, non si fionda nei libri e basta. Impara, applica e trasmette. Non rimane inerte, aspettando chissà che cosa accada dal cielo senza un minimo di impegno e tensione. Questo non significa che sarà sempre così, oppure che è per tutti così (infatti, non tutti sono Cacciatori di Luce!). Ad ogni fase si ha quello che serve per la propria evoluzione ed espansione di coscienza.

La terza e non meno importante caratteristica è l’audacia: coloro che sono audaci e osano hanno dentro di sé il puro Fuoco. Non è assolutamente un caso quel detto che dice: “Audentes Fortuna iuvat”, ovvero il destino favorisce chi ha il coraggio di agire e rischiare.

Infine: un vigil-ante, qualcuno che osserva e sfrutta ogni cosa che accade per conoscere sempre di più sé stesso, senza pretese, giudizi e serietà moralistica.

Il Cuore di questo primo articolo: “Disciplina invisibile”

Da quando ho ricordo, vivo con questo senso di responsabilità e disciplina. Non è qualcosa che ho imparato con il tempo o che qualcuno me l’abbia insegnato all’esterno. Quello che sento è che, in qualche modo, questa cosa è profondamente sentita e vissuta dentro di me come un atteggiamento naturale verso la vita.

Spesso le persone mi riferiscono che, trascorrendo qualche momento con me, si sentono più disciplinate. Ultimamente ho osservato bene questa cosa in diverse circostanze. Il frutto di quest’osservazione mi ha portato a constatare alcuni fraintendimenti che si possono creare nell’ambito della ricerca interiore.

La forzatura dall’esterno

Molti applicano le formule preconfezionate come metodo per avere disciplina. Può darsi che funzioni inizialmente per qualche periodo, ma dopo non dura a lungo. Oppure accade che vogliano forzarla, cosa che non può essere fatta, perché la disciplina è qualcosa che si sprigiona dall’interno.

Campo di applicazione

L’unico che dovrà applicarla sei tu! È inutile rompere le scatole al prossimo con le tue pretese: questo dovrebbe essere un campanello d’allarme per osservarti con onestà e smettere di raccontartela. Bisognerebbe porsi la domanda all’interno: “Perché io pretendo questo atteggiamento dal mio figlio, mio marito, mia moglie… e così via?”. I principi sono indicati: chi vuole si dia da fare individualmente.

La disciplina toglie la libertà

Un pregiudizio comune per chi vuole vivere nell’ozio. Invece, come tutti i principi che conducono alla verità, la disciplina è libertà. Lo so, questo fa innervosire, causando defibrillazione e giramenti di testa ai poveri di spirito, ma solo chi ha questa esperienza diretta di disciplina invisibile può testimoniare questo fatto.

Vi lascio con una citazione a riguardo, tratta da uno dei 18 libri degli insegnamenti dell’Agni Yoga.

Citazione da “Illuminazione” (Foglie del Giardino di Morya II)

È necessario dar prova di disciplina di spirito; senza di che non si può essere liberi. Per lo schiavo, essa è come una prigione; per chi è libero, è un meraviglioso giardino risanatore. Finché la disciplina di spirito è una palla al piede, le porte restano chiuse, poiché non si sale quando si è in vincoli.
La disciplina di spirito è come le ali.


Chiunque la comprenda come illuminazione dei mondi futuri, è già pronto.
Chi ha una visione dell’evoluzione vi si accosta sollecito, lieto, togliendo la polvere dal sentiero. Soprattutto, non ha timori. E rifiutando ciò che non è indispensabile, è semplice. È facile capire che realizzare l’evoluzione è sempre bello.


Domanderanno: “Perché all’inizio del sentiero si accordano cose piacevoli e molto viene perdonato?”. Perché all’inizio tutti i fuochi ardono appieno e l’eletto procede come una torcia. Sta a lui decidere la qualità del suo fuoco. Chi intende la disciplina di spirito capisce la direzione del fuoco e s’avvia a cooperare al Bene Generale. La fine del sentiero può essere rischiarata da mille fuochi del Bene Generale. Quei mille fuochi accenderanno l’arcobaleno dell’aura. Quindi, la disciplina di spirito è l’ala!

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